Se la vita è infinita mescolanza di viventi, non unificazione o dissoluzione della differenze, ma un continuo processo di diversificazione, il respiro è un’arte della mescolanza, che permette a ogni elemento di essere in relazione con l’altro, produrre linguaggio, cospirare insieme.
Punto di connessione ma anche frattura tra il sé e il mondo, il respiro resta sempre un territorio straniero in cui restiamo immersi, grazie alle frequenze e alle vibrazioni d’aria che condividiamo.
Il respiro è il primo partner nel mondo esterno, dove il passaggio dal fluttuare nel liquido amniotico alla vita è reso possibile dalla mediazione dell’aria. Condizione dell’essere nei mondi, il respiro continua a essere veicolo, metafora e rifrazione di tensioni e possibilità di resistenza: lottare per un mondo respirabile significa tendere al superamento degli sfruttamenti che sospendono, nuocciono, trattengono un movimento necessario, di connessione e apertura.
Immaginare e praticare atti di disintossicazione è ciò che innerva delle giornate in cui alle arti è richiesto di rendere visibili le linee di un conflitto profondo e dunque suggerire con furia alternative, creare scenari e posture, parlare, danzare, gridare e cantare.
venerdì 12 giugno, dalle ore 15 alle ore 19, sabato 13 giugno, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle 15 alle 19 e domenica 14 giugno, dalle ore 15 alle ore 19 — Piazza del Carmine
festival di arti performative, Cagliari 3-14 giugno
Giornate del Respiro 2026
Se la vita è infinita mescolanza di viventi, non unificazione o dissoluzione della differenze, ma un continuo processo di diversificazione, il respiro è un’arte della mescolanza, che permette a ogni elemento di essere in relazione con l’altro, produrre linguaggio, cospirare insieme.
Punto di connessione ma anche frattura tra il sé e il mondo, il respiro resta sempre un territorio straniero in cui restiamo immersi, grazie alle frequenze e alle vibrazioni d’aria che condividiamo.
Il respiro è il primo partner nel mondo esterno, dove il passaggio dal fluttuare nel liquido amniotico alla vita è reso possibile dalla mediazione dell’aria. Condizione dell’essere nei mondi, il respiro continua a essere veicolo, metafora e rifrazione di tensioni e possibilità di resistenza: lottare per un mondo respirabile significa tendere al superamento degli sfruttamenti che sospendono, nuocciono, trattengono un movimento necessario, di connessione e apertura.
Immaginare e praticare atti di disintossicazione è ciò che innerva delle giornate in cui alle arti è richiesto di rendere visibili le linee di un conflitto profondo e dunque suggerire con furia alternative, creare scenari e posture, parlare, danzare, gridare e cantare.
venerdì 12 giugno, dalle ore 15 alle ore 19, sabato 13 giugno, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle 15 alle 19 e domenica 14 giugno, dalle ore 15 alle ore 19 — Piazza del Carmine