macbettu di Alessandro Serra

Teatro Eliseo Nuoro: 
Mercoledì, 22 Settembre, 2021 - 20:30

di: Alessandro Serra
tratto dal Macbeth di William Shakespeare
con: Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Alessandro Burzotta, Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino
traduzione in sardo e consulenza linguistica: Giovanni Carroni
collaborazione ai movimenti di scena: Chiara Michelini
musiche: pietre sonore Pinuccio Sciola
composizioni pietre sonore: Marcellino Garau
Tecnico della luce e Direzione Tecnica: Stefano Bardelli
Tecnico del suono: Giorgia Mascia
regia, scene, luci, costumi: Alessandro Serra
produzione: Sardegna Teatro, compagnia Teatropersona
distribuzione: Danilo Soddu
con il sostegno di: Fondazione Pinuccio Sciola e Cedac Circuito Regionale Sardegna
lingua: sardo con sovratitoli in italiano

Premi: 

Premio Ubu 2017 come Spettacolo dell'Anno
Premio della Critica Teatrale conferito dall'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro

Festival MESS Awards (Sarajevo):

-     Best Director  – Alessandro Serra
-     The Golden Mask Award by Oslobodenje - Macbettu
-     The Luka Pavlovic Award by theatre critics - Macbettu   

PREMIO LE MASCHERE DEL TEATRO 2019
Migliore spettacolo di prosa
Alessandro Serra migliore scenografo

 

Il Macbeth di Shakespeare recitato in sardo e, come nella più pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini. L’idea nasce nel corso di un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia. I suoni cupi prodotti da campanacci e antichi strumenti, le pelli di animali, le corna, il sughero. La potenza dei gesti e della voce, la confidenza con Dioniso e al contempo l’incredibile precisione formale nelle danze e nei canti. Le fosche maschere e poi il sangue, il vino rosso, le forze della natura domate dall’uomo. Ma soprattutto il buio inverno. Sorprendenti le analogie tra il capolavoro shakespeariano e i tipi e le maschere della Sardegna. La lingua sarda non limita la fruizione ma trasforma in canto ciò che in italiano rischierebbe di scadere in letteratura. Uno spazio scenico vuoto, attraversato dai corpi degli attori che disegnano luoghi e evocano presenze. Pietre, terra, ferro, sangue, positure di guerriero, residui di antiche civiltà nuragiche. Materia che non veicola significati, ma forze primordiali che agiscono su chi le riceve. 

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